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Seconda puntata – Tutti gli usi della parola a tutti

 

LA COPPIA PERFETTA

Non fatevi ingannare dal titolo, non parleremo di problemi d’amore… anche se quando si parla di fantasia l’amore c’entra sempre. Nella scorsa puntata abbiamo sperimentato la tecnica del “sasso nello stagno”, cercando di inventare una storia partendo da una sola parola: se ve la siete persa ecco il link: https://tramm.it/niente-buchi-nell-acqua-con-l-immaginazione-2/. Ma Rodari, nella “Grammatica della Fantasia”, ci insegna che questo non è abbastanza, è solo “un’illusione ottica”. Continuando a leggere il libro, l’autore mi ha rivelato che per “suscitare una scintilla” ci vogliono due parole!

Il binomio fantastico
Gli scout lo sapranno sicuramente meglio di me, ma avete in mente quelle commedie della domenica pomeriggio in cui papà e figlio vanno in campeggio? Il padre, orgoglioso e fiero, per ricercare una connessione con la natura, accende il fuoco sfregando due bastoncini o picchiettano due piccole pietre l’una contro l’altra. Gianni Rodari ci parla proprio di questo, di prendere due parole e avvicinarle per far scoccare la scintilla. Conosciamo coppie storiche come Romeo e Giulietta, Otello e Desdemona, Amleto e Ofelia … ah scusate, avevo detto che non avrei parlato di problemi d’amore (e qui ce ne sono giusto un paio). Però a dir la verità, questi nomi associati, possono aiutarmi a spiegare quanto detto da Rodari: la scintilla si accende con il conflitto. Infatti il motore delle storie narrate da Shakespeare, il fuoco che le tiene vive, è proprio il conflitto: tra famiglie, dovuto alla gelosia o interiore che sia. È dai contrasti che nascono spunti interessanti, e quindi la scintilla di cui abbiamo bisogno. A Gianni Rodari, però, non piacciono le associazioni scontate. Lui parla di “binomio fantastico”, all’interno del quale le due parole devono essere distanti e “liberate dalle catene verbali” alle quali sono legate normalmente. L’autore suggerisce di affidarsi al caso per sceglierle. E in seguito, da a noi la responsabilità di creare un legame tra loro. Ecco perché ho deciso di “sfruttare” una mia amica e mio fratello, che mi hanno suggerito una parola ciascuno:  marciapiede ed elefante. Accetto la sfida!!!
Il buon Gianni suggerisce, come primo passo, di unire le due parole con delle preposizioni; vi faccio due esempi:
– L’elefante del marciapiede
– L’elefante sul marciapiede
Da qui si può dar vita alle proprie storie

Le mie storie

L’elefante del marciapiede. C’era un elefante che aveva preso domicilio sul marciapiede di Marnana. Si era costruito un piccolo appartamento proprio su quel marciapiede, e i marnasiani sapevano dove cercarlo quando avevano bisogno di lui. Tutti sapevano che lui era l’elefante del marciapiede, e non un elefante qualsiasi. Se si parlava dell’elefante grigio, o dell’elefante con la proboscide nessuno lo riconosceva, ma se si parlava dell’elefante del marciapiede era di certo lui.

L’elefante sul marciapiede. L’elefante Panino era la prima volta che veniva in Italia e non aveva mai visto una città come le nostre. Era molto curioso di scoprire quali segreti poteva nascondere una città italiana, ma anche molto spaventato. Come quella volta in cui aveva paura di attraversare la strada e se ne stette per settimane e settimane sul marciapiede senza mai poggiare una zampa sulle strisce che le ricordavano troppo le sue amiche zebre e gli sembrava brutto camminarci sopra. Per paura della strada e per non fare male alle strisce quindi se ne restò lì sul marciapiede. A un certo punto però il marciapiede iniziò ad arrabbiarsi perché l’elefante era estremamente pesante.
– Vuoi scendere dalla mia schiena oppure ci rimarrai per tanto tempo?? Ho una certa età io!
– Mi scusi signor marciapiede ma io ho paura di attraversare la strada.
– Ha mai pensato di fare il giro lungo?
– Si, ma ci metterei una vita
– Ha ragione, però a me fa male la schiena.  Almeno potrebbe non stare fermo in un punto solo?
– Certamente.
Così l’elefante iniziò a camminare avanti e indietro, avanti e indietro… fino a che non gli girò talmente tanto la testa che cadde sulla strada e senza nemmeno accorgersi iniziò a rotolare dall’altra parte. Il marciapiede si spaventò perché aveva paura che qualche macchina lo avrebbe colpito; l’elefante si riprese solo quando ormai era già arrivato dall’altra parte.
– Bravo elefante!! Sei arrivato dall’altra parte e a me non fa più male la schiena!- disse il marciapiede.
– Non mi sono nemmeno accorto, non deve essere poi così difficile.

È bastato utilizzare questa semplice tecnica per mettere in moto l’immaginazione. Ma questi sono solo degli  esempi, son sicura che voi potrete fare di meglio fantasticando sul vostro binomio. Sperimentate anche voi il “binomio fantastico” e inviateci la vostra storia all’indirizzo mail info@trammm.it

A presto!

Elena

P.S.: per diventare dei veri esperti, potrete acquistare il libro su cui si basano gli articoli della mini serie; vi basterà cliccare su questo link https://100giannirodari.com/opera/grammatica-della-fantasia-40/

COSA AVRÀ SOGNATO OSVALDO? E ALTRE STORIE

Ciao a tutti,
oggi non è un semplice lunedì, oggi è RodariDì!
Non sapete cos’è? Ve lo spiego subito. Durante il RodariDì, potrete trovare, qui sul blog di Tramm, le favole scritte da chi ha voluto sperimentarsi con le tecniche della fantasia di Gianni Rodari. 
Ma dove si possono trovare queste tecniche? Nella miniserie “Tutti gli usi della parola a tutti”; ogni mercoledì viene pubblicato un articolo, qui sul blog, in cui viene spiegata una tecnica da poter utilizzare. Trovate il primo articolo al link: 
https://tramm.it/tutti-gli-usi-della-parola-a-tutti-niente-buchi-nell-acqua-con-l-immaginazione-2/

Negli ultimi giorni, alcuni di voi, ci hanno inviato delle storie.
Buona lettura!

LE FAVOLE DEL RODARIDÌ

BERTO IL BURATTINAIO 
Cielo
Ombra
Mani
Piegate
Unico
Teatro
Errante 
Radioso
C’era una volta nel paese di Quistai uno scoiattolo di nome Berto.
Berto era molto conosciuto per i suoi spettacoli con i suoi burattini che facevano ridere tanto i bambini.
Abitava in una casetta di legno  su di un grosso albero di noci, anche se spesso si spostava un po’ di lì e un po’ di là per i suoi spettacoli.
I suoi burattini erano meravigliosi, tutti di legno, fatti con i rami caduti dagli alberi e tutti dipinti da lui, sembravano vere opere d’arte.
Un giorno preparò il suo sacco con tutta l’attrezzatura per i suoi spettacoli e si mise in cammino verso Viavai.
Cammina cammina finché, a un certo punto, le nuvole diventarono nere nere, stava arrivando la tempesta! 
Le nuvole iniziarono a lanciarsi secchiate d’acqua e… acqua di qua, acqua di là, acqua di su e acqua di giú.
Il povero Berto cercò di proteggere i suoi delicati burattini, mise il sacco sotto alla mantella, ma arrivò anche il vento che lo spostava di qua e di lá, di su e di giù finché il sacco divenne sempre più pesante, tutto zuppo e difficile da trasportare e gli scivoló via dalle zampine stanche. Il sacco rotolò via spinto dal vento e finì nel fiume in piena.
Berto tornò a casa tutto sconsolato, in lacrime e anche tutto bagnato e dalla stanchezza si addormentò così a zampe all’aria senza accorgersi che il vento anche il tetto gli aveva portato via.
Il giorno seguente un raggio di sole lo svegliò, si stropicció il muso e notò la sua ombra sul pavimento, si grattò la testa con la zampa destra e  “che buffo” pensò  “la mia ombra sembra quasi un cavallo” e così gli venne in mente un’idea geniale. 
Con le zampe e la coda poteva creare forme divertenti di animali, iniziò dalla farfalla, poi il coniglio e poi il cane, aveva di nuovo i suoi attori!
Lo spettacolo poteva ricominciare e una nuova storia poteva raccontare.
Leggero leggero correva ora come il vento portando con sé le sue storie divertenti per far ridere anche i bimbi senza denti.
Morale: se perdete qualcosa di materiale non disperate con un po’ di immaginazione e le vostre mani, una soluzione la potete sempre trovare. 
Monica Barzaghi  da Lurago d’Erba 


LUCIA
Lucciole

Uso
Ciao
Immobile
Albero

C’erano una volta tante, ma tante lucciole. Una però era diversa dalle altre. Non aveva la lucina! Lei abitava su un albero. Un giorno pensò ad un modo diverso per salutare. (N.B. secondo Lucia le lucciole usano la “lampadina” per salutarsi) “Farò un cartello con scritto Ciao… e come lo uso? Idea! Me lo attacco sulla pancia e lo attaccherò stretto stretto fermo…. immobile”.
Fine.

Ciao da Lucia e Chiara di Mandello!!

 

COSA AVRÀ SOGNATO OSVALDO?
Cosa avrà sognato Osvaldo? Col cappello dentro al letto, con in mano un clarinetto. Lo usa come un telescopio, per guardare su nel cielo. Suona a vento la sua musica, che raggiunge in fretta il melo. Varca la soglia della finestra, sente i rumori di una festa. Si arrampica goffo sull’alberello, e si tiene attaccato con un ombrello. Afferra una mela e le da’ un morso, ma a quel punto vede sopraggiunge un orso. L’orso bruno avanza saltellando, e il clarinetto sta suonando. Il vecchio Osvaldo prende un frutto, e gli fa fare un grande tuffo. Ma la mela colpisce la sua finestra, così decide di andarsene alla festa.

Da Ale e Mari

 

IL FLAMENCO DELLE MEDUSE
Le meduse spagnole sono molto brave a suonare le nacchere. Infatti, ogni anno si iscrivono ai concorsi di flamenco e vincono sempre. Il coniglietto Gino era curioso di sapere come mai erano tanto brave, così decise di seguirle e spiarle prima della gara. Le vide mettere le nacchere nell’acqua e queste iniziavano a frizzare. Allora il coniglio Gino entrò nel camerino arrabbiato accusandole di usare la magia: “ Vi ho viste, voi avete delle nacchere magiche è per questo che vincete sempre” ma la capa delle meduse gli spiegò che quelle erano solamente delle nacchere effervescenti… “Le produciamo noi perché  ci piacciono di più di quelle normali. Il fatto che vinciamo sempre, caro Gino, è perché lavoriamo sempre molto prima delle gare!”

Sabrina da Malgrate

 

LA TEMPESTA DELLE ALI
Planano
Ali
Nell’

Ingresso
Nero
Ovale

C’era una volta un grande hotel con un ingresso grandissimo, ma proprio gigante. Era tutto strano, le pareti tutte nere e la sua forma ovale, come una grande palla da rugby. Un giorno ci fu una grande tempesta e le finestre dell’atrio si spalancarono ed entrò un grande vento che sollevò tutto quanto, anche le persone che stavano lì iniziarono a volare per la stanza senza mai scendere. Ma la cosa più strana era che dalla finestra iniziarono ad entrare tantissime ali, ma non erano degli uccelli, erano solo ali: grandi ali bianche che volavano da sole. Chissà, chi le ha perse? La tempesta poi finì e la gente tornò coi piedi a terra.

Ciao Tramm, da Gabriele di Lecco

 

MANO
Morde
Anello
Nuvola
Ombrello

Una nuvola si annoiava perché non le piaceva soffiare il vento come alle sue amiche. Un giorno un omino che volava col suo ombrello le regalò un anello perché la vedeva triste. La nuvola lo ringraziò e lo salutò, ma in realtà non sapeva che farsene di quell’anello… lei non ha le dita. Allora decise di morderlo.
Fine.

Da Riccardo

 

 

Prima Puntata – Tutti gli usi della parola a tutti

NIENTE BUCHI NELL’ACQUA CON L’IMMAGINAZIONE

Quante volte in estate mi è capitato di ritrovarmi in riva al lago a gettare sassi in acqua… Pomeriggi interi a fare a gara coi miei amici, a chi fa rimbalzare più volte il sasso sulla superficie dell’acqua, o a chi lo tira più lontano rischiando, pur di vincere, la lussazione della spalla. Mi ricordo anche di attimi in cui mi son seduta sul bagnasciuga pensierosa, e senza neppure badarci iniziavo a gettare sassi contro le onde. Un’immagine romantica, anche filosofica che richiama alla mente figure come il Viandante, per gli amanti della storia dell’arte, o, ancora meglio, Hercules per gli amanti della Disney, quando inizia a cantare “Posso Farcela”. Stando lì per i fatti miei, e chi si è ritrovato nella stessa situazione lo potrà confermare senza grande stupore, mi capitava di seguire con lo sguardo le increspature dell’acqua, che si formavano appena il sasso toccava la superficie, e da quel punto si allontanavano, formando cerchi concentrici sempre più ampi. Questo fino a che il mio occhio non riusciva più a catturarne l’immagine. E allora gettavo un altro sasso ricominciando il rito ipnotico, estremamente rilassante a parer mio. 

Il sasso nello stagno

Quest’immagine l’ho ritrovata di recente tra le pagine di un libro di Gianni Rodari: ”La Grammatica della Fantasia”.  Immagine evocativa, utilizzata dallo straordinario e geniale autore come similitudine per spiegare uno dei suoi primi esercizi di fantasia. Nel libro, Gianni Rodari, spiega che come un sasso in uno stagno toccando l’acqua crea cerchi concentrici, andando a condizionare il movimento di tutto ciò che sta sulla superficie, e tutto ciò che cadendo incontra, anche le parole “lanciate” nella mente di chicchessia producono lo stesso effetto. Come una reazione a catena, quella parola urta contro le altre che si associano involontariamente ad essa. Infatti la tecnica presentata a seguito della similitudine l’ha chiamata proprio “sasso in uno stagno”. Ho provato ad utilizzarla partendo dalla parola “marmellata”. Seguendo le indicazioni trovate sul libro ho iniziato a lavorare su questa parola, cercando: 

          Tutte le parole che iniziano con m ma non proseguono con a
MELA, MERENDA, MIRTILLO, MONELLO, MUCCA, MOLLA, MOSSA, MISTERO …

          Tutte le parole che iniziano con la sillaba ma
MARACHELLA, MANDARINO, MARSUPIO, MANDOLINO, MACERO, MACCHERONE ..

          Tutte le parole che rimano con ata
CIOCCOLATA, CARAMELLATA, AGIATA, STUFATA, COCCOLATA, PARALIZZATA, PANNA MONTATA …

          Tutte le parole che le stanno accanto a livello semantico
VASETTO, COLAZIONE, MERENDA, ZUCCHERO, NUTELLA, FETTA BISCOTTATA, PANE, BURRO, COLTELLO …

Ma Rodari dice che non è sufficiente questa prima associazione di parole, che può dare solo dei risultati piuttosto banali, senza accendere una scintilla. È necessario trovare degli accostamenti improbabili. Quindi ho continuato a seguire i suoi consigli, facendo prima una pausa in cucina per mangiare una fetta di pane e marmellata di frutti di bosco. Uno dei passi successivi prevede di scrivere in verticale la parola scelta e trovare per ciascuna lettera, che la compone, nuove parole.
Inizialmente senza una logica: 

Muschio
Alto
Rischio
Mesto
Elementare
Liuto
Ladro
Alticcio
Tassello
Anaconda

In seguito, cercando di creare un legame tra una parola e l’altra in modo da ottenere una breve frase 

Mi
Appaiono
Rare
Mucche
Estremamente
Lunghe
Luminose
Andare
Tutte
Assieme

Questi piccoli esercizi  hanno fatto in modo che la mia testa si trasformasse in un grande frullatore: la mia mente si è affollata, in men che non si dica, di parole, immagini, colori che si mescolavano tra loro. È bastato appoggiare la penna sul foglio per creare la mia prima favola per bambini 

La Mucca Bislunga
Poco distante dal pianeta delle scimmie c’è il pianeta delle meduse, e tra quello delle meduse e quello dei tucani c’è quello delle mucche. Mica stupide le mucche! Si son trovate il posto migliore: tutto l’anno possono godere delle temperature tropicali provenienti dalle case dei tucani, e possono abbronzandosi al sole che illumina il mare delle meduse. Al centro del pianeta c’è un grande parco giochi, dove le mamme portano i loro vitellini per divertirsi. Un giorno una mucca tra le più grandi entrò nel parco e si sentì subito bambina. Voleva giocare anche lei a tutti i costi; provò ad entrare in un tunnel, ma era troppo piccolo, infatti si incastrò. Le altre mucche cercarono di aiutarla, tirandole le zampe e spingendole la testa. Sembrava impossibile riuscire a liberarla, ma dopo diversi tentativi ci riuscirono; solo che l’avevano tirata così tanto che si era allungata a dismisura, il corpo più snello che abbia mai visto. Tutti i bambini la guardarono e iniziarono a ridere. La mucca bislunga si mise a piangere e scappò dal parco. Da quel giorno, fu difficile per lei fare qualsiasi cosa: tutto sul pianeta era costruito a misura di mucca normale. La sua casa era troppo bassa e piccola, non poteva più andare in bici, e quando camminava per le strade occupava tutto il marciapiede, per non parlare di quando attraversava la strada: bloccava tutta la corsia, facendo arrabbiare le altre mucche che dovevano andare al lavoro. Tutti le stavano alla larga, anche i suoi amici non uscivano più con lei. Nessuna la voleva. Provò anche ad andare dal medico, ma nemmeno lui sapeva come aiutarla. La mucca bislunga si sentiva sola ed era molto triste, ma un giorno qualcuno suonò al suo campanello. Quando aprì, vide fuori dalla porta le mucche che l’avevano aiutata al parco.
– Ciao mucca bislunga, siamo qui per aiutarti.
– Siete molto gentili, ma nemmeno il medico è riuscito a farmi tornare come prima.
– Ma tu non devi tornare come prima, vai bene così. Siamo qui per aggiustare tutto il resto.
La mucca bislunga non capiva, ma poi vide delle mucche trascinare delle ruote e prendere la sua bicicletta. L’aggiustarono allungandola a misura di mucca bislunga, in modo che potesse utilizzarla. Nei giorni successivi, sistemarono anche la sua casa alzandola di tre piani, così non sbatté più la testa contro il soffitto. La mucca bislunga non sapeva come ringraziarle. Non avevano solo sistemato la sua bicicletta e la sua casa, ma aveva ritrovato delle amiche, alle quali piaceva pur essendo bislunga. 

Ho trovato questi esercizi estremamente stimolanti. Mentre studiavo la mia parola, mi stupivo delle associazioni che potevo fare anche con un minimo sforzo. La mia storia è davvero semplice, perché non ho dedicato tanto tempo alla parte creativa; eppure è la parte più divertente: è buffo scoprire il modo in cui le parole vengono riordinate nelle nostre teste. Non sono una psicologa e non studio la mente umana, quindi non so cosa succede nelle nostre menti, ma quello che posso assicurare è che può diventare un gioco divertente da fare in compagnia, in famiglia.
Provate anche voi a casa a scrivere una storia: non preoccupatevi della lunghezza o della forma, scrivete tutto ciò che vi va utilizzando la tecnica del “sasso nello stagno”, poi inviatela a questo indirizzo mail info@tramm.it. Durante il Rodaridì potrete leggere le vostre storie e quelle degli altri, sul nostro blog.
Buon divertimento e a presto!

Elena

P.S.: per diventare dei veri esperti, potrete acquistare il libro su cui si basano gli articoli della mini serie; vi basterà cliccare su questo link https://100giannirodari.com/opera/grammatica-della-fantasia-40/

Perché puntare oggi sull’arte?

Perché puntare oggi sull’arte?

Questa è una domanda che mi faccio spesso, ogni volta che mi trovo a scartabellare tra le carte dell’associazione. Bonifici da fare, rendiconti da preparare, rimborsi, iscrizioni, tabelle su tabelle, lettere, telefonate, e chi più ne ha più ne metta.

TRAMM non è un’azienda, TRAMM è un’associazione. Un’associazione che punta sull’arte, o meglio sulle arti: il canto, la danza, la recitazione e il Tai chi. Perché puntare oggi sull’arte e su cose artistiche quando giornalmente ci dobbiamo confrontare con la produttività, con la produzione, con i numeri?

Io mi rispondo sempre con questa frase che si trova all’interno de “L’idiota” di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”. L’arte tratta di bellezza, l’arta produce bellezza, l’arte si occupa di bellezza, a volte anche per opposizione.

Poi invece, personalmente, mi sono fatto una mia personalissima idea. Tutto ciò che è arte ha a che fare con l’intuizione, l’istinto, prende spunto sì, da ciò che sappiamo e conosciamo, ma per elaborarlo “artisticamente” e dare quindi voce al nostro essere più vero e profondo. L’arte usa un linguaggio che nemmeno chi la tratta a volte riconosce.

Quindi per chiudere la mia breve dissertazione… perché puntare oggi sull’arte?

Perché secondo me è puntare sulla vera natura dell’uomo… creare, inventare e far prosperare bellezza qualunque arte si voglia usare.

Fuori dalla finestra: Un Mondo Di Parole 🌤️ | Adulti

"Quando la porta è chiusa... fuori dalla finestra! Apri le ali della fantasia" 💡

🖼️ Là fuori c'è Un Mondo Di Parole che aspetta scrittori creativi come te. Ti piacerebbe unirti a noi in un viaggio virtuale che ci porterà a percorrere l'Italia da Nord a Sud? Potrai prendere nota di testimonianze, emozioni e scoperte sul tuo diario di bordo. Insieme racconteremo l'incontro con tre associazioni di volontariato che operano su alcuni bisogni sociali 

🏻 Avrai la possibilità di approfondire la scrittura creativaliberare il tuo estro e imparare ad esprimere i tuoi pensieri, le tue emozioni, i tuoi ricordi in un testo. Potrai avere anche un costante confronto online con i tuoi compagni di viaggio, ricevere apprezzamenti e critiche per migliorare. Nel processo creativo potrai riflettere e sensibilizzare sulle tematiche sociali che stanno a cuore alle nostre amiche associazioni.

📃 Tutto questo ti porterà a confezionare delle storie che saranno lette, interpretate o recitate dal nostro staff creativo e teatrale, tramite un elaborato finale alla conclusione di ogni ciclo. Saranno occasioni di festa in cui ci uniremo, di persona oppure online, per diffondere il pensiero positivo che anima tutta la proposta di Un Mondo Di Parole: il mondo può essere un posto migliore se ci impegniamo a popolarlo di belle storie.

LA TUA INSEGNANTE DI CREATIVITA'

Viviana Hutter ti aiuterà a narrare questo percorso introducendoti alla scrittura creativa. Creativa e scrittrice, si occupa di pedagogia creativa e di educazione alle emozioni. Ideatrice del metodo ACTIVE (Arte, Creativita', Emozioni) concretizzatosi ne LA SCUOLA CREATIVA, basato in parte sulla psicologia culturale vygotskijana e sull'idea che tutto si possa imparare attraverso la creatività, si dedica all'insegnamento della scrittura con un metodo che unisce la classica scrittura creativa (per la parte tecnica e strutturale), abbinata alla scrittura emotiva (per l'ispirazione e l'approfondimento di azioni, atmosfere e personaggi).

IL CORSO DI SCRITTURA CREATIVA

Le lezioni online si svolgeranno sulla piattaforma Zoom. Si terranno il martedì dalle 19:00 alle 20:00 per quattro cicli da 8 lezioni cadauno, intervallati da attività creative online e incontri via zoom con le associazioni che ispireranno il nostro percorso.

🔸 Tra una lezione e l'altra il rapporto con l'insegnante Viviana Hutter sarà mantenuto tramite e-mail. Potrai inviarle i tuoi testi per ricevere consigli, esercizi ulteriori ecc...

🔸 Nel corso dei mesi di lezione, potrai prendere parte ad alcune serate virtuali in compagnia dei volontari de L'Isola della Stupidera, Un Sorriso In Più o Solidarietà Intrapresa, i quali ci introdurranno alle tematiche di cui scrivere.

🔸 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai materiali per approfondire, attività creative e spunti extra .

🔸 Inoltre avrai la possibilità di condividere all'interno del gruppo i tuoi progressi e di cogliere le reazioni dei tuoi primi lettori.

🔸 Una volta terminato il tuo raccontopotrai presentarlo durante un evento realizzato in collaborazione con una delle associazioni coinvolte nel progetto.

✅ La proposta è aperta a tutti: non è necessario avere esperienze precedenti ma certamente potrà essere stimolante anche per chi già ha padronanza della scrittura. Infatti non si porrà tanto l'accento sulla tecnica, quanto piuttosto sull'espressione emotiva. 

UN MONDO DI PAROLE - ADULTI

da 16 a 99 anni

80 €

/ciclo
  • 8 incontri a ciclo
  • frequenza settimanale / 1 h
  • Martedì
  • dalle 19.00 alle 20.00
  • docente: Viviana Hutter

Fuori dalla finestra: Un Mondo Di Parole 🌤️ | Ragazzi

"Quando la porta è chiusa... fuori dalla finestra! Apri le ali della fantasia" 💡

SCRITTURA CREATIVA RAGAZZI

Quest'anno è nato un nuovo corso guidato dalla nostra insegnante Viviana  Hutter!

Un percorso dedicato agli adolescenti, opportunamente declinato per affrontare argomenti e situazioni a loro familiari e strutturato in diversi moduli efficacemente studiati per poter dare ai ragazzi gli strumenti per  reinterpretare i grandi autori della letteratura internazionale, stimolando al contempo la loro creatività e curiosità. Il percorso toccherà autori del calibro di Dante e Manzoni, Leopardi e Verga, passando per Kerouac, Moravia, Shelley, Calvino e altri autori classici della letteratura mondiale.

Le lezioni online si svolgeranno sulla piattaforma Zoom. Si terranno il martedì dalle 17:00 alle 18:00.

LA TUA INSEGNANTE DI CREATIVITA'

Viviana Hutter è una creativa e scrittrice, si occupa di pedagogia creativa e di educazione alle emozioni. Ideatrice del metodo ACTIVE (Arte, Creativita', Emozioni) concretizzatosi ne LA SCUOLA CREATIVA, basato in parte sulla psicologia culturale vygotskijana e sull'idea che tutto si possa imparare attraverso la creatività, si dedica all'insegnamento della scrittura con un metodo che unisce la classica scrittura creativa (per la parte tecnica e strutturale), abbinata alla scrittura emotiva (per l'ispirazione e l'approfondimento di azioni, atmosfere e personaggi).

UN MONDO DI PAROLE - RAGAZZI

da 10 a 16 anni

40 €

/ciclo
  • 5 cicli da 5 lezioni
  • frequenza settimanale / 1 h
  • Martedì
  • dalle 17.00 alle 18.00
  • docente: Viviana Hutter

PUM, PUM…PUM – 2 nuove produzioni TRAMM

Si avvicina la fine dell’anno, ma noi di TRAMM i fuochi d’artificio li stiamo già facendo!!!

Come: con uno spettacolo sulla fantasia e creatività di Gianni Rodari (per festeggiare il suo centesimo anniversario della nascita del grande autore) e uno spettacolo spumeggiante per il natale.

Quando: (a parte alcune date già segnate) quando volete.

C’è solo da scegliere, la bellezza è garantita!

CLICCATE SULLE IMMAGINI PER ANDARE ALLA SCHEDA COMPLETA

 

Babbo TRAP

“Il rebranding (noto anche come processo di rivitalizzazione del marchio) è un processo per cui un prodotto o un servizio sviluppato e distribuito con un nome, un marchio o sotto il nome di una ditta, viene reimmesso nel mercato sotto un altro nome o una diversa identità”.

Babbo Natale è un nome, un marchio… un brand in continua discesa.
Le letterine sono sempre meno.
Le renne sono sempre meno.
I regali solo tecnologici, costosi e senza bisogno di inventiva… ancora un po’ giocano da soli e il bambino li guarda.
Gli elfi non sanno più che pesci pigliare.

Bene, il brand “Babbo Natale” deve essere rivitalizzato… ha bisogno di un restyling, un REBRANDING.
E se a chiederlo fosse proprio lo stesso Babbo Natale, che per ricevere tante letterine chiedesse un aiuto?
Chi meglio dell’agenzia “KATANGA” potrebbe aiutarlo e rivitalizzare l’immagine del Babbo più famoso del mondo?

Di e Con:

Stefano De Capitani, Elena Dell'Oro, Matteo Polvara e Agostino Roveri.

Con la Nuova Hit del Natale 2019, la canzone che cambierà per sempre le vostre feste:

BABBO TRAP 

di Kevin VIPstar

scarica la scheda

babbo trap

per tutti

  • Tipologia spettacolo: spettacolo di Natale
  • Durata: 50 min.
  • Richieste tecniche: adattabile a qualsiasi situazione e spazio
  • Di e con: Stefano De Capitani, Elena Dell'Oro, Matteo Polvara e Agostino Roveri
  • incluso l'inedito: BABBO TRAP

Volo Via… con la Fantasia

Una stazione, luogo di inizio di viaggi, luogo di arrivo dei sogni, luogo di partenza per le speranze… insomma un luogo, in cui transitano tante emozioni e tante vite per tante vie.

Un luogo in cui un bambino vivace, silenziato da un videogioco su uno smartphone, scorre il tempo in vista della partenza del suo treno. Una chiamata interrompe il gioco, il papà riprende il suo telefono e il bambino, per combattere la noia, incontra prima di tutto un… baule e poi, il suo proprietario. Un baule che è una porta per il mondo della fantasia.

Ad aspettarlo ci saranno “punto” e “virgola” che lo accompagneranno nel magico mondo dei racconti di Gianni Rodari.

Chissà se tornerà al mondo reale e se lo farà qualcosa sarà cambiato in lui?

CAST:

Stefano De Capitani, Elena Dell'Oro e Agostino Roveri

Regia:

Matteo Polvara

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VOLO VIA... CON LA FANTASIA

dai 3 ai 10 anni

  • Tipologia spettacolo: teatro ragazzi
  • Durata: 1,00 h
  • Richieste tecniche: impianto luci (facoltativo) e impianto audio
  • Di e con: Stefano De Capitani, Elena Dell'Oro e Agostino Roveri
  • Regia di: Matteo Polvara