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Trinart | Un Mondo Di Parole 🌤️

💡"Quando la porta è chiusa... fuori dalla finestra! Apri le ali della fantasia" 💡

🖼️ Ti piacerebbe fare un percorso online di scrittura creativa del tutto originale? Vorresti imparare ad esprimere i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, le tue emozioni in un testo? Desideri che i tuoi racconti abbiano un risvolto sociale, che possano fare del bene, diffondere messaggi positivi?

Iscrivendoti al corso nei mesi di maggio e giungo, grazie alla collaborazione con Trinart, potrai conoscere fatti, testimonianze, vissuti circa l'integrazione degli immigrati in Sicilia. Avrai tempo per approfondirli, farli tuoi e rielaborarli in un racconto personale che sarà letto, interpretato o recitato, durante un evento di sensibilizzazione sulla tematica.

La tua insegnante di creatività

Viviana Hutter: creativa e scrittrice, si occupa di pedagogia creativa e di educazione alle emozioni. Ideatrice del metodo ACTIVE (Arte, Creativita', Emozioni) concretizzatosi ne LA SCUOLA CREATIVA, basato in parte sulla psicologia culturale vygotskijana e sull'idea che tutto si possa imparare attraverso la creatività, si dedica all'insegnamento della scrittura con un metodo che unisce la classica scrittura creativa (per la parte tecnica e strutturale), abbinata alla scrittura emotiva (per l'ispirazione e l'approfondimento di azioni, atmosfere e personaggi)

 

Trinart

 

Trinart, da Castellammare del Golfo in Provincia di Trapani, è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro; fonda la sua attività sui principi della democrazia e della partecipazione. Persegue finalità di solidarietà sociale e lo scopo di sviluppare relazioni culturali e scambio di saperi. [continua a leggere...]

Leggi l'articolo "Fuori dalla finestra: Un Mondo Di Parole" per scoprire le altre associazioni coinvolte nel progetto.

Il corso di Scrittura Creativa

Maggio

✅ In questo mese avrai la possibilità di famigliarizzare con la scrittura creativa, conoscere l'insegnante e i tuoi compagni di corso.

  • 🗓️  Lezioni online tramite piattaforma Zoom: Martedì 4 e Martedì 18 dalle 18:00 alle 19:00 
  • 📧 Tra una lezione e l'altra il rapporto con l'insegnante Viviana Hutter sarà mantenuto tramite e-mail. Potrai inviarle i tuoi testi per ricevere consigli, esercizi ulteriori ecc...
  • 🔹 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai materiali per approfondire, attività creative e spunti extra proposti in collaborazione con La Nottola - Rivista creativa per adulti e bambini.
  • 🔸 Inoltre avrai la possibilità di condividere all'interno del gruppo i tuoi progressi e di cogliere le reazioni dei tuoi primi lettori.

Giugno

✅ Durante questo periodo potrai conoscere l'associazione Trinart e scrivere il tuo racconto legato al tema dell'integrazione.

  • 🗓️ Lezioni online tramite piattaforma Zoom: Martedì 1 e Martedì 15 dalle 18:00 alle 19:00
  • 📧 Nel tuo lavoro personale di scrittura del racconto potrai sempre fare conto su Viviana per consigli e correzioni tramite e-mail.
  • 🔸 Sulla pagina facebook Fuori dalla Finestra: Un Mondo Di Parole potrai seguire due dirette social:
  •                         1️⃣ Live con i volontari di Trinart
  •                         2️⃣ Live con l'esperto
  • 🔸 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai testimonianze, articoli, interviste, video, fotografie e altri materiali che ti permetteranno di conoscere informazioni e storie sull'integrazione.

Luglio

✅ Una volta raccolti i racconti prodotti da chi, come te, ha partecipato al corso nei due mesi precedenti, a marzo organizzeremo un evento di sensibilizzazione in collaborazione con Trinart, durante il quale saranno letti, interpretati o drammatizzati.

⬇️ Prezzo del corso: 80€ (10€/sett.) ⬇️

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Noi per Voi | Un Mondo Di Parole 🌤️

💡"Quando la porta è chiusa... fuori dalla finestra! Apri le ali della fantasia" 💡

🖼️ Ti piacerebbe fare un percorso online di scrittura creativa del tutto originale? Vorresti imparare ad esprimere i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, le tue emozioni in un testo? Desideri che i tuoi racconti abbiano un risvolto sociale, che possano fare del bene, diffondere messaggi positivi?

Iscrivendoti al corso nei mesi di gennaio e febbraio, grazie alla collaborazione con Noi per Voi, potrai conoscere fatti, testimonianze, vissuti di famiglie che sono state segnate dal cancro infantile. Avrai tempo per approfondirli, farli tuoi e rielaborarli in un racconto personale che sarà letto, interpretato o recitato durante un evento di sensibilizzazione sulla tematica.

La tua insegnante di creatività

Viviana Hutter: creativa e scrittrice, si occupa di pedagogia creativa e di educazione alle emozioni. Ideatrice del metodo ACTIVE (Arte, Creativita', Emozioni) concretizzatosi ne LA SCUOLA CREATIVA, basato in parte sulla psicologia culturale vygotskijana e sull'idea che tutto si possa imparare attraverso la creatività, si dedica all'insegnamento della scrittura con un metodo che unisce la classica scrittura creativa (per la parte tecnica e strutturale), abbinata alla scrittura emotiva (per l'ispirazione e l'approfondimento di azioni, atmosfere e personaggi)

 

Noi per Voi

 

Noi per Voi, da Firenze, nasce più di 30 anni fa per iniziativa dei genitori dei bambini ricoverati per patologie tumorali presso l’ospedale pediatrico Meyer, con l’obiettivo di offrire ai bambini affetti da queste gravi patologie un’assistenza medica e psico-sociale di qualità. Un impegno costante che si traduce in assistenza materiale e psicologica alle famiglie la cui quotidianità viene sconvolta dalla malattia, ma anche in attività di ricerca scientifica. [continua a leggere...]

Guarda il video della canzone "Onde Buone" realizzata lo scorso febbraio da Noi per Voi e Simone Centineo ⬇️

Leggi l'articolo "Fuori dalla finestra: Un Mondo Di Parole" per scoprire le altre associazioni coinvolte nel progetto.

Il corso di Scrittura Creativa

Marzo

✅ In questo mese avrai la possibilità di famigliarizzare con la scrittura creativa, conoscere l'insegnante e i tuoi compagni di corso.

  • 🗓️  Lezioni online tramite piattaforma Zoom: Martedì 2 e Martedì 16 dalle 18:00 alle 19:00 
  • 📧 Tra una lezione e l'altra il rapporto con l'insegnante Viviana Hutter sarà mantenuto tramite e-mail. Potrai inviarle i tuoi testi per ricevere consigli, esercizi ulteriori ecc...
  • 🔹 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai materiali per approfondire, attività creative e spunti extra proposti in collaborazione con La Nottola - Rivista creativa per adulti e bambini.
  • 🔸 Inoltre avrai la possibilità di condividere all'interno del gruppo i tuoi progressi e di cogliere le reazioni dei tuoi primi lettori.

Aprile

✅ Durante questo periodo potrai conoscere l'associazione Noi per Voi e scrivere il tuo racconto legato al tema del cancro infantile.

  • 🗓️ Lezioni online tramite piattaforma Zoom: Martedì 30 Marzo e Martedì 20 Aprile dalle 18:00 alle 19:00
  • 📧 Nel tuo lavoro personale di scrittura del racconto potrai sempre fare conto su Viviana per consigli e correzioni tramite e-mail.
  • 🔸 Sulla pagina facebook Fuori dalla Finestra: Un Mondo Di Parole potrai seguire due dirette social:
  •                         1️⃣ Live con i volontari di Noi per Voi
  •                         2️⃣ Live con l'esperto
  • 🔸 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai testimonianze, articoli, interviste, video, fotografie e altri materiali che ti permetteranno di conoscere informazioni e storie legate al cancro infantile.

Maggio

✅ Una volta raccolti i racconti prodotti da chi, come te, ha partecipato al corso nei due mesi precedenti, a marzo organizzeremo un evento di sensibilizzazione in collaborazione con Noi per Voi, durante il quale saranno letti, interpretati o drammatizzati.

⬇️ Prezzo del corso: 80€ (10€/sett.) ⬇️

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ManidiPace | Un Mondo Di Parole 🌤️

💡"Quando la porta è chiusa... fuori dalla finestra! Apri le ali della fantasia" 💡

🖼️ Ti piacerebbe fare un percorso online di scrittura creativa del tutto originale? Vorresti imparare ad esprimere i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, le tue emozioni in un testo? Desideri che i tuoi racconti abbiano un risvolto sociale, che possano fare del bene, diffondere messaggi positivi?

Iscrivendoti al corso, nei mesi di gennaio e febbraio, grazie alla collaborazione con ManidiPace, potrai conoscere fatti, testimonianze, vissuti circa la guerra turco-siriana. Avrai tempo per approfondirli, farli tuoi e rielaborarli in un racconto personale che sarà letto, interpretato o recitato, durante un evento di sensibilizzazione sulla tematica.

Iscriviti prima dell'8 gennaio 2021 (15 posti disponibili)

La tua insegnante di creatività

Viviana Hutter: creativa e scrittrice, si occupa di pedagogia creativa e di educazione alle emozioni. Ideatrice del metodo ACTIVE (Arte, Creativita', Emozioni) concretizzatosi ne LA SCUOLA CREATIVA, basato in parte sulla psicologia culturale vygotskijana e sull'idea che tutto si possa imparare attraverso la creatività, si dedica all'insegnamento della scrittura con un metodo che unisce la classica scrittura creativa (per la parte tecnica e strutturale), abbinata alla scrittura emotiva (per l'ispirazione e l'approfondimento di azioni, atmosfere e personaggi)

 

ManidiPace

ManidiPace, da Ballabio in Provincia di Lecco, opera in Turchia con vari progetti a sostegno delle famiglie siriane costrette ad emigrare a causa della lunga guerra in Siria che le ha private di tutti i diritti fondamentali. Il loro aiuto è rivolto soprattutto ai bambini ai quali viene impedito di vivere la bellezza e la speranza della loro infanzia. [continua a leggere...]

Leggi l'articolo "Fuori dalla finestra: Un Mondo Di Parole" per scoprire le altre associazioni coinvolte nel progetto.

Il corso di Scrittura Creativa

Gennaio

✅ In questo mese avrai la possibilità di famigliarizzare con la scrittura creativa, conoscere l'insegnante e i tuoi compagni di corso.

  • 🗓️  Lezioni online tramite piattaforma Zoom: Martedì 12 e Martedì 26 dalle 18:00 alle 19:00
  • 📧 Tra una lezione e l'altra il rapporto con l'insegnante Viviana Hutter sarà mantenuto tramite e-mail. Potrai inviarle i tuoi testi per ricevere consigli, esercizi ulteriori ecc...
  • 🔹 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai materiali per approfondire, attività creative e spunti extra proposti in collaborazione con La Nottola - Rivista creativa per adulti e bambini.
  • 🔸 Inoltre avrai la possibilità di condividere all'interno del gruppo i tuoi progressi e di cogliere le reazioni dei tuoi primi lettori.

Febbraio

✅ Durante questo periodo potrai conoscere l'associazione Mani di Pace e scrivere il tuo racconto legato al tema della guerra siriana.

  • 🗓️ Lezioni online tramite piattaforma Zoom: Martedì 2 e Martedì 16 dalle 18:00 alle 19:00
  • 📧 Nel tuo lavoro personale di scrittura del racconto potrai sempre fare conto su Viviana per consigli e correzioni tramite e-mail.
  • 🔸 Sulla pagina facebook Fuori dalla Finestra: Un Mondo Di Parole potrai seguire due dirette social:
  •                         1️⃣ Live con i volontari di ManidiPace
  •                         2️⃣ Live con l'esperto
  • 🔸 All'interno del gruppo facebook Un Mondo Di Parole troverai testimonianze, articoli, interviste, video, fotografie e altri materiali che ti permetteranno di conoscere le storie e gli avvenimenti legati alla guerra in Siria.

Marzo

✅ Una volta raccolti i racconti prodotti da chi, come te, ha partecipato al corso nei due mesi precedenti, a marzo organizzeremo un evento di sensibilizzazione in collaborazione con ManidiPace, durante il quale saranno letti, interpretati o drammatizzati.

⬇️ Prezzo del corso: 70€ (10€/sett.) ⬇️

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E’ solo l’inizio: Un Mondo di Parole riapre i battenti!

Scrivere, come fare teatro, è un atto sociale che ci cambia e cambia il cuore di chi legge.

Un Mondo Di Parole, il gruppo Facebook di Tramm dedicato alla scrittura creativa, riprende le sue attività secondo una nuova programmazione settimanale ricca di novità. A partire da lunedì 2 novembre fino al 18 dicembre, grazie a tre nuove collaborazioni, noi membri del gruppo saremo incoraggiati ad approfondire le nostre capacità creative con delle proposte giornaliere. Per il nuovo anno invece stiamo già lavorando ad ulteriori trasformazioni che coinvolgeranno persone da tutta Italia. Supportaci in questa impresa partecipando creativamente!

 

La nuova programmazione:

(Per visitare il gruppo, vai a questo link: Un Mondo Di Parole)

Lunedì: PENNA E POPCORN

in collaborazione con La Nottola – Rivista Creativa per Adulti e Bambini

Penna e PopCorn - Striscia per articolo

Ogni settimana Ivil Iomy, nostro insegnante dei corsi di creatività e creatore della rivista, ci proporrà la visione di un film d’animazione e una attività di scrittura ad esso ispirata. Passeremo attraverso lungometraggi in stopmotion, altri di genere steampunk, altri ancora che raccontano la guerra vista dagli occhi di un bambino ecc… Il primo film consigliatoci da La Nottola è “La Famiglia Addams” del 2019. Per scoprire l’attività creativa ad esso collegata, ti invitiamo e a fare un salto nel gruppo o a seguirci su Instagram @trammassociazione!

Mercoledì: SCRITTURA CREATIVA in PILLOLE

in collaborazione con Viviana Hutter – Creativa e Storyteller

Scrittura Creativa in Pillole - Striscia per Articolo

Abbiamo conosciuto Viviana durante il lockdown della scorsa primavera ed è stata una delle più belle scoperte che questo 2020 ci ha riservato: non succede tutti i giorni che una creativa e storyteller di Napoli e una associazione teatrale della provincia di Lecco  vengano in contatto! Dopo una prima interessante intervista che le abbiamo fatto ad aprile, finalmente abbiamo trovato un modo per collaborare. Questi primi appuntamenti in cui sarà coinvolta, consisteranno in attività di scrittura creativa mirate ad approfondire lo storytelling emotivo attraverso tecniche narrative ed espressive. Queste saranno tratte dal suo libro Scrittura Creativa in Pillole. Ma il meglio deve ancora venire: se tutto andrà bene in questi due mesi di riscaldamento, nel nuovo anno daremo inizio con lei a qualcosa di veramente speciale! Non vediamo l’ora, e tu? Seguici per non perdere tutti gli aggiornamenti!

Venerdì: CULTURISTI

in collaborazione con Frammenti Rivista – Il mondo con gli occhi della cultura

Questa terza proposta è quella che più ci incuriosisce e su cui puntiamo di più. Dopo aver sfoderato nel nostro gruppo tutte le idee più bizzarre e strampalate che l’immaginazione ci potesse offrire, è arrivato il momento di ampliare il nostro campo di ricerca creativa anche a tematiche più complesse come la bellezza, l’amore, i diritti, la morte e la giustizia, per citarne alcune.

Abbiamo deciso di farci aiutare in questo dal presidente di Frammenti Rivista, Michele Castelnuovo, che di settimana in settimana ci proporrà un articolo d’attualità redatto da uno dei tanti giovani giornalisti suoi collaboratori. Noi ci faremo interrogare dalle tematiche trattate e proveremo ad esprimere i pensieri, i sentimenti, le emozioni che queste ci suscitano attraverso delle storie o dei racconti.

 

Perché queste proposte?

Scrivere, come fare teatro, è un atto sociale che ci cambia e cambia il cuore di chi legge. Il computer, lo smartphone, i social amplificano il potenziale comunicativo delle nostre parole come mai nessuna altra tecnologia nella storia dell’uomo. Per questo pensiamo che un luogo virtuale come Un Mondo Di Parole sia utile per scoprire nel nostro piccolo come sfruttare al meglio le straordinarie possibilità che abbiamo oggi di diffondere storie buone e di farle arrivare dove possano regalare un sorriso, una riflessione o, semplicemente, un po’ di conforto. Le tre proposte sopra elencate, sono solo l’inizio: da gennaio arriveranno le vere sorprese! Seguici per rimanere aggiornato/a.

Se l’articolo ti ha incuriosito e pure tu vuoi allenarti a scrivere e ad essere creativo/a con noi, unisciti al gruppo! Iscriviti a questo link: Un Mondo Di Parole. Ti aspettiamo 🙂

Grafiche di @Marta Stamerra

I PONTI NON SEMPRE UNISCONO- Pausa prANZI!

“Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”

Chi mi conosce sa che ho un debole per i testi di De André, e, per citarlo, non c’era occasione migliore della nuova puntata di “Pausa prANZI!”

Ma perché riprendere proprio questa frase?
Perché oggi ti voglio parlare di un posto che si trova qui in Italia, più precisamente a Napoli. Sto parlando del Rione Sanità che si trova ai piedi della collina di Capodimonte. Non è solo il luogo dove nacque Totò, è molto di più, perché nel 2006 è successo qualcosa che ha segnato l’inizio di una splendida storia.  

Dunque, se consideriamo il fatto che è stato un luogo di sepoltura di età greco-romana, possiamo affermare, senza rischiare di cadere in errore, che il Rione Sanità ha una storia millenaria. Ma ciò che più ci deve interessare a noi oggi è che nel XVIII sec, cento anni dopo la sua edificazione, viene costruito un ponte che collega Napoli alla Reggia di Capodimonte, danneggiando così il rione; infatti, giorno dopo giorno, questa parte della città iniziò a venire isolata, fino a diventare un luogo esterno ed estraneo alla città stessa, pur facendone parte.

Proviamo ad immaginare la nostra casa isolata da tutto il resto: penso che, in questo modo, non sia difficile comprendere la gravità della situazione. Da un giorno all’altro, ogni cosa cambierebbe: se prima il quartiere veniva frequentato da un certo numero di persone, oggi sarebbe desolato, e questo vorrebbe dire che ci dedicherebbero sempre meno attenzione… anche se non dovrebbe essere così. Il tenore di vita, le abitudini, le prospettive cambierebbero radicalmente. In questo rione di Napoli qualcosa di simile è successo perché, in poco tempo, ha cominciato a perdere la sua bellezza e tra le strade è aumentata la criminalità che si muoveva facilmente andando a toccare anche i più giovani, aprendo loro porte sbagliate.
L’istinto di fuggire a me sarebbe venuto, devo essere sincera. Per fortuna, nel Rione Sanità così non è stato.

È stato proprio come diceva De André, “Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”. Da questa situazione di estremo disagio, il Rione Sanità è stato capace di far nasce un fiore delicato, del quale bisogna prendersi cura. La Sanità si è svincolata da una realtà degradante e questo grazie, pensate un po’, alla cultura, all’arte e alla storia di un meraviglioso angolo di civiltà. Cultura e, aggiungerei, i giovani… una combo perfetta! 

Dopo l’inizio della sua rivalutazione partita nel 2000, sei anni più tardi, nel Rione Sanità nasce una cooperativa composta da giovani, il cui nome è La Paranza. Questi ragazzi hanno fatto un lavoro stupefacente: hanno recuperato e poi preso in gestione la Catacomba di San Gaudioso per poi, qualche anno più tardi, restaurare e aprire al pubblico anche le Catacombe di San Gennaro. Dal recupero di queste aree, La Paranza ha permesso a diversi giovani di trovare un lavoro, al Rione di tornare a splendere, ai turisti di godere di interessanti tour che raccontano un’importante parte di storia della città. La cooperativa ha riqualificato 12100mq di terreni abbandonati e li ha restituiti alla comunità rivalorizzando il suo patrimonio storico artistico e culturale, contro ogni aspettativa e ridonando valore a un posto di cui ci si era dimenticati.

“Noi cerchiamo di creare lavoro dove la disoccupazione è al 60%,
cerchiamo di educare alla bellezza dove la dispersione scolastica è al 40%”
(Vincenzo Porzio- da un’ intervista che potete trovare anche voi a questo link Intervista a Vincenzo)

La Paranza assomiglia a una fenice: da un luogo di fine come lo erano le catacombe, fa rinascere tutto il quartiere come la fenice dalle sue ceneri.

Mi voglio quindi ispirare ai ragazzi che lavorano nella cooperativa per lanciare la nuova sfida.

Questa settimana dovrai provare a trasformare qualcosa che non ti piace in qualcosa di bello.
Hai due modi per farlo:

  • dipingere un quadro per decorare una stanza della tua casa che trovi poco accogliente,
  • leggere una poesia o un racconto in un angolo desolato del paese in cui vivi, per donargli nuova bellezza


Ricordati di condividere con noi la tua missione pubblicando una foto sui tuoi canali social, instagram o facebook. Non dimenticarsi l’hashtag #lavitaèunospettacolo e di taggare Tramm (@trammassociazione).

 

Per avere maggiori informazioni sulla Cooperativa La Paranza e il Rione Sanità:
Sito web: https://www.catacombedinapoli.it/it
Pagina facebook: https://www.facebook.com/CatacombeDiNapoli/

Un progetto all’anno – I progetti di Giuseppe | Pausa prANZI!

Un Progetto All’Anno

Cosa si può fare in un anno?
Portare a termine un percorso di studi,
organizzare una vacanza estiva degna di nota,
iniziare a suonare uno strumento….

Ci sono tante cose che mi vengono in mente se cerco una risposta a questa domanda, però mai mi sarei immaginata che, tra le risposte possibili, ci potessero essere “diventare un Ironman” e “scoprire la ricetta della felicità”.

È quello che ha fatto, e sta facendo tutt’ora, un ragazzo di nome Giuseppe: 30 anni, originario di Messina, ha smesso di ripetersi “Non ce la farò mai” e ha cambiato la sua vita per viverne una di cui possa essere orgoglioso.

Giuseppe, dal 2018, ogni anno si lancia una sfida. La prima è stata partecipare all’ IRONMAN,  una gara di triathlon da pazzi scatenati, lasciatemelo dire. In 365 giorni, senza alcuna esperienza, si è preparato passo dopo passo per partecipare a questa gara. Facendosi aiutare da esperti (c’è chi lo ha affiancato negli allenamenti e chi lo ha aiutato a cambiare dieta) è riuscito a raggiungere il suo obiettivo.

Dopo aver forgiato il suo fisico, superando limiti che credeva di avere, ha avviato un nuovo progetto: Progetto Happiness!
A settembre 2019, è partito per compiere il giro del mondo. Un’ esperienza che aveva già fatto in passato, ma a differenza della prima volta, ora ha un obiettivo chiaro: trovare la ricetta della felicità, intervistando persone di diversi paesi, appartenenti a diverse culture e con prospettive di vita spesso opposte. Purtroppo questo viaggio è stato interrotto a causa dell’emergenza sanitaria, ma presto ripartirà, con uno spinoff del progetto stesso, all’interno della nostra penisola.
Giuseppe è già stato in Svizzera, Israele, Libano, Pakistan, India, Cina, Corea del Nord, Giappone, Australia e Stati Uniti e ha incontrato persone come Dilavar, un manual scavenger dell’India; gli uomini come lui fanno parte di una sottocasta degli intoccabili, le persone più emarginate dalla società. Immaginati in quale situazione di disagio e povertà possa vivere Dilavar e la sua famiglia. Eppure anche lui ha un ingrediente da aggiungere a questa ricetta. Voglio che sia lo stesso Dilavar a dirtelo con la sua voce, ecco perché lascio qui il link all’intervista fatta da Giuseppe: intervista a Dilavar. Ha conosciuto anche Mohammed Al-Khatib, un ragazzo che sogna di essere il primo palestinese a vincere una medaglia alle olimpiadi; negli Stati Uniti ha visitato una comunità di suore che coltivano cannabis (fa sorridere, ma non è come pensi) e, sempre in America, ha chiacchierato con l’astronauta Luca Parmitano dopo un tour mozzafiato alla Nasa.…. e questi sono solo alcune delle persone che ha incontrato Giuseppe. 

Questo ragazzo è l’esempio vivente di quella vocina nascosta che ci dice “CE LA PUOI FARE” e che purtroppo, spesso, non ascoltiamo. Cambiare è possibile se qualcosa nelle nostre vite non ci soddisfa; è possibile cercare tra i nostri sogni quello che ci può rendere migliori, avendo costanza e determinazione per realizzarlo.

La cosa che mi piace dei suoi progetti è proprio la costanza: attraverso i suoi canali social, fa vedere al proprio pubblico l’evoluzione del suo progetto, giorno dopo giorno, senza perdere mai di vista l’ obiettivo finale. Mi piace questo aspetto perché aiuta a capire che nulla è dovuto, e che solamente impegnandosi e credendo davvero in ciò che facciamo, possiamo vedere realizzati i nostri sogni. La cosa buffa è che lui, presentandosi sui propri canali, si definisce un ragazzo ordinario; ed è proprio così, è un ragazzo di tutti i giorni, che però ha voluto credere in se stesso e con grande determinazione sta plasmando qualcosa di cui andare fiero.

Per conoscere meglio Giuseppe, le persone incredibili che ha incontrato, dalle quali tutti abbiamo qualcosa da imparare, ti invito a seguirlo sui social e visitare i siti Progetto Happiness e Progetto Liminis

Direi che è arrivato il momento anche per noi di lanciare una sfida!

Non spaventarti, nessuno dovrà scalare vette altissime o buttarsi col paracadute, anche se….
Scherzo!
Questa settimana proviamo a uscire dagli schemi, facendo qualcosa di semplice che però ci aiuti a vedere la vita da una prospettiva diversa, cercando di capire che le possibilità che il mondo ci offre sono infinite! Per prendere esempio proprio da Giuseppe e dal suo primo progetto, la sfida consisterà in qualcosa di fisico:

Scegli un giorno di questa settimana per svegliarti molto presto, prima di iniziare la tua routine, e vai a correre  per almeno 1 ora, magari in un posto che ti piace. Ti consiglio di sfruttare un giorno in cui c’è bel tempo per stare all’aria aperta. Dato che è la prima sfida, ti darò delle alternative: se non ti piace correre puoi usare la bici o farti qualche vasca a nuoto! 

Per farci sapere che ci sei anche tu, scatta una foto e pubblicala su un tuo profilo social, facebook o instagram, taggando @trammassociazione. Non dimenticarti l’ hashtag: #lavitaèunospettacolo 

Chi lo sa, magari ci prendi gusto e diventa il tuo allenamento settimanale! 

Elena

Per seguire Giuseppe:
Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel
Profilo Instagram: www.instagram.com/progettohappiness
Profilo Facebook: www.facebook.com/giuseppe.bertuccio.dangelo

LA VITA È UNO SPETTACOLO – E tu che parte fai?

Nulla è semplice se guardata da vicino, e non sempre è semplice guardare da vicino le cose.

Ce lo insegnano sin da piccoli a contare fino a dieci prima di parlare, perché non possiamo sapere cosa sta dietro al comportamento di una persona. Crescendo è una consapevolezza che apprendiamo a seconda delle esperienze che scegliamo di fare: a me lo ha insegnato il teatro.

Recitare mi sta insegnando la complessità delle cose e delle persone. Lezione dopo lezione vengo a contatto con lati di me che non sapevo di avere, o forse che non volevo riconoscere.

Uso spesso questa metafora, è come scavare a mani nude: la terra che sta sotto non so com’è finché non scavo. Se non lo faccio, non potrò sapere se nel profondo c’è solo altra terra, se c’è acqua o perfino qualche tesoro nascosto. Più scavo, più mi accorgo di quante cose si nascondo sotto le mie abitudini e a ciò che scelgo di essere ogni giorno. Scopro di avere la possibilità di provare collera anche se mi  conosco come persona mite, la possibilità di sentirmi triste anche se cerco sempre il sorriso, di essere coraggiosa anche se, generalmente, ho timore di tutto. 

Ogni giorno scelgo di essere me stessa, ed è giusto così perché ognuno ha il proprio equilibrio; ma spesso non mi rendo conto di avere dentro un mondo tanto vario quanto è quello in cui abitiamo.  Vedere in me la complessità mi aiuta a riconoscerla all’esterno.

È per questo che da domani, due volte al mese, vi racconterò esperienze di vita particolari, che possano stimolarci; infatti ti lancerò delle sfide le quali aiuteranno, sia me che te, ad uscire dagli schemi quotidiani,  cercando così di comprendere quante possibilità ci sono nel mondo…. se solo concediamo a noi stessi di vederle. Dato che ho deciso di pubblicare  le storie con sfide annesse alle 11.30, in modo che durante la pausa pranzo ognuno possa leggere rilassandosi con la propria forchetta in mano, la serie di articoli si chiamerà: Pausa prANZI! 

Perché la vita è uno spettacolo… e tu, che parte fai? 

Elena

Se conosci persone a cui piace uscire dagli schemi usuali, segnalami le loro esperienze scrivendo una mail a info@tramm.it: selezionerò quelle più interessanti e le racconterò qui sul blog.

POLIZIESCO

Buon Rodaridì a tutti!
Anche oggi potete votare la storia che preferite accedendo a questo Rodaridì- Poliziesco

La storia che riceverà più voti, venerdì verrà premiata.  Non perdiamo altro tempo: le votazioni sono aperte solo per oggi, lunedì 8 giugno!


RODARIDÌ
 

FARFALLE NELLO STOMACO
Sono Karen Willow , professoressa di lettere antiche , sono le 22.34 di Giovedì e mi hanno pugnalato 10 volte alla schiena, mi trovo in un letto di ospedale a lottare tra la vita e la morte.
Il detective che è appena entrato nella mia stanza di ospedale si chiama Spencer, dice che faranno tutto il possibile per beccare chi mi ha fatto questo.
A dirla tutta non mi sembra molto sveglio, ma che diamine è quello che passa il convento , quindi un po’ di fiducia! E in effetti il buon detective si mette subito a cercare, inizia dal mio appartamento, nessun coltello insanguinato, non ci sono segni di effrazione , “ doveva essere una persona conosciuta , la tavola è apparecchiata per due” , “ottimo lavoro volpe!”pensa Karen , ora però andiamo più a fondo.
Spencer controlla quindi i social in cerca di un appiglio e scopre che c’è un ex marito.
“Ma razza di incompetente! Le foto sono di qualche mese fa… me le son fatte ridare le chiavi di casa!”
Difatti la pista non porta a niente, l’ex aveva un alibi, quella sera era a lezione di Teatro.
Sconfortato e perso Spencer decide di tornare in ospedale da Karen, gli spiega come le indagini si siano arenate e gli mostra tutto il suo sconforto. “Lo sapevo io che con questo marcavo male..”,pensa la ragazza.
Vorrebbe tanto dirglielo che stava frequentando Luke ormai da qualche mese, voleva dirgli che avrebbe potuto leggere tra le righe del suo diario tutta la gelosia di quell’uomo, voleva raccontargli di tutta la sua ira quando tornava a casa la sera dopo una serata con le amiche… ma niente, le dieci pugnalate ricevute risuonavano più forte della sua voce.
Spencer però sembra percepire qualcosa ed esclama: “dobbiamo ricontrollare casa, torno presto Karen!”
“Bravo ragazzo!”.
Spencer fa ricontrollare accuratamente la casa e in un doppio fondo scopre il diario segreto di Karen, tra le sue pagine legge quanto amava Luke , vede le farfalle che le popolavano lo stomaco e le vede poi cadere, una ad una dentro un vortice di follia.
Controlla il cellulare di Karen ma non trova nessun Luke, legge allora le chat.
Si accorge di una certa “Giovanna contabilità” con cui aveva uno scambio assiduo e molto concitato di messaggi; scorrendo un po’ si ritrova sommerso da messaggi pieni di cuoricini e faccine innamorate, era certamente Luke… allora la storia è iniziata prima.. furbina.
“Mi hai beccata” pensò Karen, ma forse ora sarebbe meglio pensare ad altro.. non credi?
Spencer trova l’indirizzo e si precipita a casa di Luke dove trova l’arma del delitto e le chiavi di casa di Karen, beccato.
Corre felice verso l’ospedale , per dire a Karen che ora è al sicuro , che il suo aggressore non potrà più tormentarla.
Vede un pugno di medici ed infermiere su di lei, non riesce a dire niente.
Ora del decesso 18.31.
Sospira: “grazie, Karen, senza il tuo aiuto non ce l’avrei mai fatta!”

Di Davide a N

THE PERFECT DRUG
In un ristorante alla tavola della moglie di Anselmo”, ad Aprile 2020, scoppia un incendio. Il ristorante è rovinato. Le indagini riportano che il ristorante era fallito , i dipendenti erano stati liquidati per tale causa, e il capo è pieno di debiti. Vengono rinvenuti pezzettini di tessuto e di plastica.
Il capo, coi poliziotti , parla dell’ultimo giorno di lavoro,e del caso di due ragazze madri lasciate da sole. Una na perso una borsa quel giorno nel ristorante, che è bruciato il giorno dopo. L’altra l’ha accolta in casa sua.
Il capo un giorno dopo le indagini…rivela una scritta su di una porta bruciata
The perfetta drug that you sell has destroyed you and hour dirty servants. I am saved, instead of you.
Perché in inglese?
E reinterroga i suoi dipendenti…
Ma le madri sono scomparse.
“The perfect drug”
Di Mirko
SABATO 14 AGOSTO 2005
La hall del hotel era piena di clienti dalla Germania, con i loro assurdi sandali con calzino bianco indossato tipico del classico turista tedesco, ma comunque erano buoni clienti sempre presenti e sopratutto paganti.
Il direttore ci mise un po’ di tempo per accontentarli tutti , ma il fatto che parlasse tedesco aiutò molto la cosa, il nome del direttore era salamella , suo nonno era tedesco e si chiamava hugo adler ed originario di Berlino, dopo la guerra andò in Italia in vacanza e conobbe Adelina che era mia nonna, faceva la cameriera in un albergo a Fano, una località di mare nelle marche, si innamorarono subito, mio nonno era una persona buona e forte, ebbero tre figli: mio padre Giulio, mia zia Rachele, e mia zia ruth(in onore della madre di hugo, era ebrea), dopo qualche anno comprarono un hotel e lo chiamarono MAR ROSSO, ora samuel gestiva l’hotel con la sua giovane assistente Silvana.
Samuel aveva 35 anni e non era sposato, non aveva tempo per l’amore, il suo lavoro esigeva molto impegno e poco tempo per le le distrazioni…anche se di tanto in tanto qualche avventura se la concedeva di tanto in tanto…
DOMENICA 15 AGOSTO
La colazione buffet era pronta: tutti i tavoli erano puliti e il personale disponibile, ad un tratto una signora tedesca scese gridando:HILFE HILFE, voleva dire aiuto in tedesco, samuel chiese cosa fosse successo, le disse che la sua amica era morta..
Samuel corse in camera con la sua assistente Silvana, entrò e vide questa donna seduta sulla poltrona, sembrava stesse dormendo, le toccò il polso e vide che era morta, chiamò con il suo cellulare il 112 e poco dopo arrivarono i carabinieri con il loro nuovo comandante: FRANCESCA RIZZO,era alla sua prima indagine a Fano,si era trasferita da Palermo per stare vicino al padre malato, NON TOCCATE NULLA: disse il comandante si guardò intorno e vide che la cassaforte della stanza era aperta, il denaro e i gioiellieri erano ancora li, prese la carta di identità , la vittima si chiamava HELGA fischer, 70 anni di Berlino, veniva da anni in vacanza in Italia, amava il mare e la cucina italiana, vedova e senza figli, trovò anche un piccolo sacchetto con dentro una croce al valore militare tedesco della seconda guerra mondiale, forse una traccia pensò il comandante.
Nel frattempo samuel che era rimasto colpito dalla bellezza austera del comandante: occhi verdi e capelli corti neri, si fece aventi per essere disponibile: VOGLIO che raduniate tutti i turisti tedeschi nella hall e voglio un interprete che traduca le mie domande disse con piglio deciso, ma io parlo tedesco sorridendo samuel, rispose di no, ricambiando il sorriso Francesca, un colpetto di gomito di Silvana riportò samuel alla realtà.
HELGA non era una persona tale da giustificare un omicidio, era un po’ scorbutica, precisa, ma anche sorridente, e amava il mare adriatico, Francesca lesse il rapporto e chiamò quattro persone più samuel(che era sempre più affascinato dal comandante), dunque disse lei: c’erano presenti Silvana(che aveva avuto qualche scambio quasi feroce con helga per via della connessione internet e del cibo), il cameriere gianni( che fu accusato da helga di avergli rubato il suo telefono, la sua amica e compagna di stanza Rachele stein(aveva scoperto che helga simpatizzava per un partito neo-nazista, Rebecca era ebrea), e il suo amico karl( erano stati fidanzati da giovani)…
Uno di voi aveva qualche motivo particolare per avercela con la vittima, ma solo uno è potuto entrare nella stanza ed ucciderla con una siringa di cianuro, e la persona è..
Carlo

DETECTIVE CARLOS GONZALES
Carlos Gonzales sin da piccolo ha sempre avuto uno spiccato senso investigativo.
Viveva in un quartiere “ la rambla”a Barcellona dove personaggi , volti bizzarri e ingannevoli, trascorrevano gran parte della giornata tra prostituzione, droga e crimini di ogni genere per sopravvivere.
Carlos viveva con i genitori e quattro fratelli più piccoli in un appartamento decrepito, la luce gialla e fioca penetrava da un vecchio lampione sul viale, vicino, un bidone della spazzatura era impossibile avvicinarsi per l’olezzo che emanava.
Appostato per ore davanti alla finestra a piedi nudi con la coperta sulle spalle per il freddo, incominciava e in gran segreto, scopriva loschi affari che avvenivano davanti a lui.
Dopo anni di sacrifici e lavori umili raccolse il denaro sufficiente per poter entrare nella scuola spagnola D & L Group Detective.
Arrivò il giorno del fatidico e sospirato “pezzo di carta “ laurea in giurisprudenza e criminologia.
Nello studio dell’avvocato Diego Pamplonas esercita il suo tirocinio con ottimi risultati, era dotato di forte intuito, intelligenza e fiuto investigativo.
Drin drin drin : un forte squillo irrompe nello studio; avvocato: e stato rinvenuto un cadavere in riva al fiume con la testa mozzata travestito da donna, l’incarico è suo, si ok darò l’incarico a Carlos.
Carlos si! rispose, recati al fiume, troverai un cadavere non identificato e scopri chi è, prendi la mia macchina.
Carlos si precipitò sul viale, una vecchia mercedes nera lo stava aspettando, uno strano e fastidioso dolore allo stomaco lo attanagliava, forte l’agitazione che nemmeno riusciva a mettere in moto la macchina: drm drum drum accese in contemporanea la radio che gracchiava pure lei…. dai cazzo, porca puttana, merda, e il motore si avviò , giunse sul luogo del delitto.
Si trovò davanti una scena raccapricciante, un uomo di corporatura robusta sulla sessantina, evidenti ecchimosi su tutto il corpo, la testa mozzata poco distante dal corpo, notò subito un orecchino di medie dimensioni al lobo sx, lo staccò e lo mise in un sacchetto.
La polizia aveva già delineato la zona e con della vernice rossa tracciò la posizione del cadavere, si chiamava Francisco Escobar.
Il cervello lavorava a una velocità impressionante, un feedback lo riportò davanti alla sua finestra in piedi al freddo e a quel puzzolente bidone vicino casa.
Una figura vestita di nero che spesso arrivava nel quartiere per portare un pò di aiuto a chi non aveva nulla, il susseguirsi di incontri e scambi sospetti.
Tutto era ben chiaro nella mente di Carlos, l’orecchino sul lobo del cadavere apparteneva a una prostituta, Alona, ricca e conosciuta soprattutto nel mondo della droga, aveva sempre con se una bagh nakh arma indiana “artiglio di tigre” per difendersi.
Corse a perdifiato nella sua vecchia casa ridotta a un rudere, ma non era il bidone a richiamare la sua attenzione, ma la casa stessa: entrò pian piano, senti’ delle voci provenire dal fondo e li vide il prete, tra le mani l’artiglio di tigre, la faccia tumefatta di Alona, il lobo sx spaccato in due, si ricordò dell’orecchino che teneva con se, lo esamino attentamente, l’orecchino conteneva una sostanza al THC, droga molto ricercata e costosa, ormai tutto era chiaro.
Ricostrui in breve tempo tutto l’omicidio, il prete ricattava Alona, si impossessava dei soldi guadagnati, il cadavere ritrovato era di Francisco Escobar, noto personaggio nel mondo della droga, proprietario della vecchia casa di Carlos e amante segreto di Alona.
Alona possedeva questo orecchino e lo diede ad un suo cliente per depistare il prete sui continui ricatti.
Il cadavere travestito da donna: ucciso da chi e perché? Chiaro, molto chiaro!
Chi era a conoscenza del doppio uso dell’orecchino? In quel momento arrivò la polizia e aggiunse, che aspettate, portate via l’assassino! Giustizia fatta, caso definitivamente chiuso.
Prese una birra dalla macchina, accese la sigaretta e se ne andò a piedi lungo il fiume, DRIN DRIN DRIN…… siii ….
Carla

Carla dedicata a Carlo Vitale

Facci sapere quale storia ti è piaciuta di più votandola a Rodaridì- Poliziesco
Se vuoi partecipare anche tu, dai un’occhiata al gruppo Un Mondo di Parole e inviaci una storia il prossimo weekend a info@tramm.it 

NOIR

Buon Rodaridì a tutti!
Anche oggi potete votare la storia che preferite accedendo a questo link: Rodaridì- Noir

La storia che riceverà più voti, venerdì verrà premiata.  Non perdiamo altro tempo: le votazioni sono aperte solo per oggi, lunedì 8 giugno!


RODARIDÌ
 

NOIR PINTADO DE ROJO
Pamplona, venerdì 13 febbraio 1972
Fernando sbatté il bicchiere vuoto sul tavolo, prese la giacca dalla sedia e si diresse verso la porta. “Isabel, dannazione, sposta quella scala! Cosa diamine vuoi, che ci passi sotto? Ma sei stupida? Vuoi farmi ammazzare oggi?Già mi porti sfortuna di tuo….e cerca di sbrigarti!”. Isabel si precipitò da lui: “Fernando perdonami, stavo pulendo il lampadario all’ingresso…”. “ Ma stai zitta che qui l’unico lampadario sei tu: ma guarda come diavolo ti sei agghindata, ti diverti a mettermi in imbarazzo, eh?! E adesso sbrigati che mi fai fare tardi, e sposta sta scala!”. Isabel la chiuse e con fatica la trascinò via, sgombrando il passaggio. Prese la borsa ed uscirono di casa.
La corrida si svolgeva nell’arena, e Isabel si sedette in un posto defilato, lontano dalla calca, in modo tale da potersi mostrare quando lui l’avrebbe cercata tra gli spalti, ma dove si sarebbe potuta nascondere mentre il suo matador sfidava la bestia. A pochi istanti dall’inizio della prima fase Fernando sbucò alle sue spalle, cogliendola di sorpresa. “Ti ho visto sai, ti ho visto come lo guardavi.”…”Ma chi Fern….” cinque dita sul viso furono la sua risposta. Frugò nella borsa di Isabel, rovesciò tutto il contenuto, e si prese il suo corno. Da quando aveva cominciato ad indossarlo, qualche anno prima, non aveva mai perso nemmeno una gara. Quindici centimetri di avorio appuntito, dipinto di rosso. Lo infilò sotto la camicia, nell’elastico dei pantaloni, e tornò al centro dell’arena, pronto ad affrontare l’avversario. Isabel, come ogni volta, trascorse tutto il tempo coprendosi il viso con le mani. Aveva il terrore della corrida, dei tori e dei matadores. Ascoltava a testa china le urla, i versi, il rumore dei colpi di pica e il vociare della gente. Alzò lo sguardo solo al termine della terza fase, sull’applauso finale: il terriccio al centro dell’arena era intriso di rosso…e come ogni volta si chiese a quale bestia appartenesse. Se all’uomo o al toro. Non molto più tardi vide arrivare Fernando, con ancora del sangue addosso. Ma non il suo. La prese sottobraccio e la strattonò fuori dall’arena. Girarono l’angolo, e si incamminarono in una stretta strada che li avrebbe condotti alla macchina. “Allora Isabel, hai visto che fatica che ho fatto a conficcargli la banderilla, a quel bestione….ah, ma invece con la spada c’è voluto un attimo per…..”. In quell’istante davanti a loro sbucò un piccolo gatto nero. Fernando si fermò di scatto, e senza pensarci un attimo si girò per tornare indietro. Nella fretta inciampò nei suoi stessi piedi e cadde a terra. Isabel cercò di sollevare il marito, che se ne stava lì immobile a pancia in giù. Lo spintonò per farlo alzare, ma non si mosse di un centimetro. Con tutta la sua forza lo ribaltò: la giacca si aprì, e la camicia bianca che indossava, oltre alle macchie del sangue del toro, ne aveva un’altra rossa che si stava espandendo sotto i suoi occhi. Lei gli aprì la camicia per vedere se si fosse ferito in qualche modo…ed ecco conficcata nella sua pancia la metà del corno rosso. L’uomo era inerme, immenso ed ingombrante….la strada intorno era vuota. Aveva gli occhi chiusi e respirava ancora. Isabel lo guardò per un attimo…e se ne andò.

Marianna

 

UN GIORNO DI PIOGGIA
Il giovane commissario Davide Balestra e il suo vice Antonio Rossi, stavano guardando il corpo di una donna steso sul pavimento, la donna era sulla trentina bionda, di corporatura normale e un bel viso, rovinato dal sangue sul lato destro a causa della ferita mortale che molto probabilmente l’ha uccisa.. “Cercate indizi nell’ appartamento” disse Balestra  “Cellulari, computer, impronte varie..” Balestra vide una collezione sulla mensola erano dvd di cartoni animati di kiss me licia, sbuffando disse: “Odiavo quel cartone animato” “Perché?” chiese Antonio. “Mia sorella mi costringeva a vederlo tutti i pomeriggi dopo la scuola e voleva che poi facessi le imitazioni dei personaggi…che st****a!” Antonio ad un tratto vide sotto il tavolo una cosa che luccicava, si chinò e vide che era un bottone color oro, “Ma dove ho già visto questo bottone?” si girò verso il commissario e poi calò il buio.
“DIO che mal di testa, ma cosa è successo?” Antonio si trovò sdraiato sul lettino del commissariato con accanto una donna alta sulla quarantina e due agenti della polizia e in fondo vide il commissario seduto sulla sedia con le manette ai polsi, “Coma stai Antonio?” disse la donna “Mi permetta di presentami: mi chiamo Silvia Balestra sono il pm dell’ indagine e si…anche la sorella maggiore di Davide, è lui che ha ucciso la donna dell’ appartamento” “Ma perché?” chiese Antonio. “Avevano una relazione” disse Silvia, “E appena ha scoperto che era una fan di kiss me licia..qualcosa è scattato in lui, forse un raptus..ma la colpa è anche mia, da giovane ero un adolescente stupida e crudele nei confronti di Davide, e non avevo considerato fino a ora di quanto male abbia fatto a mio fratello e quali traumi gli avevo provocato, quando hai mostrato il bottone della sua giacca ha perso il controllo e ti ha colpito. Ora vai a casa Antonio, il mio agente ti accompagnerà in macchina” “Ok” disse Antonio e mentre usciva vide il pm dare una carezza al commissario.
In macchina mentre tornava a casa Antonio si mise ad ascoltare la radio, oltre la musica solita, una stazione proponeva un sondaggio radiofonico sulle sigle dei cartoni animati, e sentì queste parole: UN GIORNO DI PIOGGIA ANDREA E GIULIANO INCONTRANO LICIA PER CASO…sorrise amaramente e disse: “è veramente brutta questa canzone…”
Dedico a tutti coloro che hanno dovuto vedere da piccoli degli orribili cartoni animati, e che non facciano gli stessi errori…con affetto..

Carlo

 

PERCHE’ L’HAI ABBRACCIATA?
Sun stava accuratamente scrivendo la mail da mandare a Ken, per la settimana seguente. Tutto preciso, una rilettura e via, mail inviata. Uscito dalla stanza scese le scale per andare a finire la coca cola. Lo gonfia sempre, ma non ne poteva fare a meno. Arrivò Mark, che gli disse dove doveva recarsi quella sera. Bene, perfetto.
Non gli interessava troppo la cosa, era come sempre. Aveva più un’altra questione in mente. Alle undici era libero, sarebbe andato a prenderla, almeno poteva parlarle, vederla.
Alle 21:30 entrò nel Galleon e si sedette ad attendere chi doveva attendere. Arrivò Alan: “Non ci sono altri in arrivo. Devi andare in questa via, quarto piano, seconda stanza a sinistra, gli porti la cartella, perché settimana prossima Ken dovrà andare via, l’abbiamo saputo all’ultimo”
“Afferrato”.
Arrivato sul luogo, si reca sulle scale, che gli sembrano un poco familiari. Entra nella stanza e lo aspetta. Intanto si prende la briga di guardare un po’ la sua stanza e di sfogliare i suoi libri…Finché non arriva. Non da solo.
“Ehi, scusami tanto il ritardo, hai con te la cartella?”
“Eccola qui”
“Non c’è altro che debba fare, giusto?”
“In realtà ce ne sarebbe una, la puoi portare a casa? Abita a due vicoli da qui, al 55. Io non posso andare, ma magari la spiano” E si abbracciano per un minuto.
La porta a casa, e poi corre verso casa sua. Spiare? Come spiare?
E gli vengono dubbi sul perché Ken debba andare via.
Il giorno dopo lo richiamano, perché la Cartella è stata persa e ritrovata da dei poliziotti e deve recarsi e dire di essere Ken e recuperarla.
Solo che la cartella è stata aperta e gli vengono fatte varie domande, soprattutto sul nome di una persona che sembra scomparsa. Risponde che è un omonimo, e lo lasciano andare dopo un po’. Viene richiamato da Ken, che lo invita a casa sua. E’ turbato, angosciato, gli da un compito, eliminare una persona, per cause che non si possono spiegare.
Segue l’ indirizzo che gli viene dato ed entra nella stanza che gli è stata indicata. Vi sono due uomini e una donna… ma non può fare nulla. Ella è tenuta stretta, con la testa china in giù, ma notando che non le succede nulla, alza lo sguardo. E Sun la libera. Ma viene immediatamente fermato dai due uomini, che gli chiedono cosa stia facendo. Al punto che gli dice che lei è sotto sua protezione, e dice loro che è d’accordo con Ken. La porta a casa con se’. A quel punto Ken gli parla “Ti ringrazio di cuore e non è come pensi tu. Non sono la sua donna. Non mi chiamo neanche così e …”
“Lo so come ti chiami, il problema è che quella cartella è stata ritrovata da poliziotti e il tuo nome è stato letto. Ho detto che è un omonimo.”
“Oh no. Quindi non sono più utile, quindi…ecco perché ti ha mandato”
“Domani ti faccio partire su di un treno e dirò che ti ho seppellita”.
Ma alle 5 di notte irrompono sei uomini e Ken in casa. Legano lei contro una sedia e tirano lui giù dal letto. Si libera subito dalle loro prese e gli lancia tre sedie addosso, li scotenna, li stringe e facendo cadere la libreria riesce a bloccarli. Ma vi è lì Ken, che lo guarda e gli chiede…”Perché? che diavolo ti è saltato in mente?”
Si guardano intensamente, mentre Ken gli volge la mano “Io pensavo che lei ti avesse minacciato, che si fosse fatta portare con la pistole che le ho dato. E’ una tale…”
“E allora perché l’ha abbracciata? ” Dice Sun con un certo tono
“Come?” “Perché l’hai abbracciata e l’hai portata con te se parli di lei così” …”E a te che te ne importa”
Sun non risponde, guarda fissamente prima lui, poi lei…e in quel momento lei capisce. Intanto si accende la radio, e Sun guarda la radio. Ken, calmo, gli parla “Non fa niente, grazie di aver recuperato la cartella” e Tira fuori una pistola, la leva in aria e ….
E si ritrova un coltello nel fianco da parte di Sun. Cade a terra. Guarda nei suoi occhi e capisce. A quel punto spara sia a lui che a lei.
Dopo essersi medicato, in tanto che li guarda insieme stesi sul pavimento, con un pizzico di tristezza, dice “Come dicono i francesi, è una doux-amer vie. Che peccato, eri davvero bravo come assistente. Mai affezionarsi, mai”
E se ne esce dalla stanza .

Mirko

AMORE E ODIO
Interpreti:
Rotmans-Mirko
Arian _Stefano
Janet-Noemi
Regia di Josef-Andrea
Era una piovosa giornata di luglio e si stava avvicinando il grande giorno tanto atteso della compagnia teatrale, nella città di Reims in Francia, la compagnia era stata scelta per un concorso teatrale che avrebbe dato la possibilità in caso di vincita di girare il mondo in una tournée teatrale, presenti in platea artisti famosi, critici teatrali. Inutile nascondere l’ ansia degli attori e soprattutto del regista molto esigente e attento. Il titolo scelto dal regista: “AMORE E FOLLIA” di W.S.
Si sa che la scelta in taluni casi del primo attore è importante, il fatto di aver scelto Rotmans nella parte principale, aveva creato una rivalità tra i due attori maschili, Rotmans e Arian.
Rotmans, fisico scolpito, capelli lunghi e raccolti, occhi verdi a mandorla, l’impostazione della voce era perfetta. Arian fisico esile alto un metro e ottanta, viso abbronzato, vestito sempre elegante, aveva delle caratteristiche di recitazione diverse che calzavano a pennello con il personaggio. Janet, interprete femminile, ragazza molto matura di una bellezza straordinaria, con un fisico perfetto. Rotmans e Arian erano innamorati follemente di Janet, ma nessuno dei due si era mai dichiarato. Questo andava molto d’accordo con le parti assegnate perché era evidente la rivalità tra i due. Questo rendeva ancora di più la scelta del regista. Le prove generali si stavano avvicinando. “Forza ragazzi, silenzio. Dai si incomincia: fuori la voce, attenti ai gesti, espressività!! Cavolo….su su, quante volte ve lo devo ripetere, siete sordi!!! Recitare è sapersi calare nel personaggio, lasciarsi trasportare dalle emozioni!!!!”
La foga e l’agitazione, era ben visibile sul volto del regista, come sempre voleva che ognuno dava il meglio di sé: “Forza dai ..dai!” Dopo ore e ore di prove estenuanti e sfiniti, aggiunse: “Si poteva fare di più” e si salutarono. Arrivò il grande giorno, tutto era perfetto nei minimi dettagli, ultime raccomandazioni:” Avete tutto? Arian il pugnale è in tasca? Siete pronti?” E con uno sbattere assordante delle mani incitava i ragazzi: “Su su su dai. Andiamo!! Tutti insieme adrenalina al massimo, uniti dalla stessa passione, a gran voce MERDA! MERDA! MERDA!”
Il grande tendone rosso si apre un gran silenzio, tutti i posti esauriti. Seduto in fondo in un angolo della platea, sguardo fisso attento respiro impercettibile, Josef il regista, con le ciglia aggrottate, gesti continui ripetitivi seguiva il proseguo della rappresentazione. Silenzio in platea, applausi scroscianti a scena aperta, pubblico attento ed osservatore, si sta avvicinando il finale, Aruan, Janet e Rotmans si stavano scambiando le ultime battute con enfasi e trasporto con un bacio appassionato di Rotmans alla bella Janet.
DUBITA CHE LE STELLE SIANO FUOCO, DUBITA CHE IL SOLE SI MUOVA, DUBITA CHE LA VERITÀ SIA MENTITRICE, MA NON DUBITARE MAI DEL MIO AMORE (W.S.). All’improvviso si udì un urlo soffocato, un tonfo così reale, lì sul pavimento di legno il corpo della ragazza, i capelli sparsi, accanto a lei impietrito Rotmans, Arian con occhi fissi e smarriti era lì immobile con le mani imbrattate di sangue, non voleva vedere e capire cosa stava succedendo, quelle lacrime tenute nascoste per tanto tempo scendevano copiosamente chi aveva vinto? Odio o Amore? Josef era invaso da un’euforia magica, viso paonazzo e rilassato, la tensione era un ricordo. Occhi lucidi per l’emozione e l’affetto che aveva per i suoi amici, l’impegno era stato grande, dal fondo della platea si udì a gran voce
“Vi voglio bene ce l’abbiamo fatta!” Due lacrime di gioia invisibili scendevano lentamente e si disperdevano con un enorme sorriso, la gioia era incontenibile. Il pubblico in piedi stending ovation, applausi scroscianti. Janet era lì immobile, arrivò il capo della sicurezza del teatro, constata la morte, il pugnale era lì in pieno petto, il sangue usciva copiosamente lasciando una grande macchia scura, che man mano avanzava lenta.

Carla dedicato a Mirko, Stefano, Noemi e Andrea

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Grazie a chi è ripARTIto con noi!

Una settimana fa si concludevano gli appuntamenti di “Si ripARTE- L’arte come punto di ripartenza”. Abbiamo lanciato quest’iniziativa con l’intento di sostenere l’Ospedale A. Manzoni di Lecco nell’affrontare l’emergenza sanitaria. Lo abbiamo fatto parlando di arte: vogliamo ripartire da lei e farla rivivere in modo che continui a dare il proprio contributo di bellezza al mondo.

È così che abbiamo trascorso tre serate in cui non sono mancate risate, riflessioni e generosità: grazie all’ aiuto dell’Associazione Veronica Sacchi e a chi ha partecipato alle serate, abbiamo raccolto più di 480 € attraverso la campagna Gofundme “Sosteniamo ASST Lecco Osp. Manzoni col sorriso!” 

La generosità non si è limitata a questo, infatti vogliamo rivolgere un ringraziamento speciale ai protagonisti dei tre venerdì sera, ossia  Valeria Cavalli di MTM che si è prestata, con la sua esperienza e professionalità, a intervistare gli ospiti Paolo Nani, Simone Savogin e Roberto Mercadini. Ognuno, con la propria personalità e passione, ci ha raccontato la sua esperienza artistica, facendoci viaggiare dal mondo attoriale a quello della poesia, dagli spettacoli muti alle narrazioni, dallo slam ai monologhi. Quello che ha accomunato i tre ospiti è di certo la curiosità che porta a conoscere, che porta a scoprirsi

“È sempre divertente scoprire cose nuove”- Paolo Nani

“Bisogna essere curiosi, sempre”- Simone Savogin 

“Ho sempre avuto voglia di sapere”- Roberto Mercadini

L’insegnamento più grande che possiamo portarci a casa da queste serate è proprio questo: la curiosità sta alla base della creatività, per creare qualcosa di nuovo bisogna prima nutrirsi, cercare dentro di sé e al di fuori di sé.  
L’arte, gli artisti hanno il dovere di smuovere le persone affinché siano loro le prime a incuriosirsi, a non stancarsi mai di sfogliare un libro in più, di andare a teatro, di raccontare storie, di indagare se stessi per scoprirsi e riscoprirsi ogni giorno. Il mondo ha bisogno dell’arte e l’arte ha indubbiamente bisogno di un mondo da ascoltare, che la ispiri e dialoghi con lei.  
Per ripartire sarà necessario far capire quanto essa sia essenziale per la vita delle persone, perché “la superficialità ammazza la vita” come ci ha detto Roberto Mercadini rispondendo alle domande del pubblico; l’arte lo può impedire, lo deve fare andando a smuovere in tutti noi la curiosità, le emozioni, mantenendoci vivi nel profondo.

Tre serate estremamente stimolanti ed interessanti, trascorse con grandi artisti che con le loro parole ci hanno permesso, non solo di passare dei piacevoli venerdì sera, ma anche di ricordare il motivo per cui ci dedichiamo alla cultura e su di essa scommettiamo tutto.    

Come ti sei liberato delle tue maschere?
“Non ci si libera delle maschere, se ne aggiungono delle altre, semplicemente col tempo le si conoscono meglio.
È possibile averne più di una, il teatro permette di rendersi conto di avere tanti colori. Puoi tante cose, hai tanti colori, devi solo trovare il modo per metterli in moto senza averne paura. Tutti quanti abbiamo una tavolozza molto grande, bisogna continuare a cercare i propri colori.. è sempre divertente scoprire cose nuove” – Paolo Nani

L’arte ci salverà?
“Credo fortemente che l’arte possa salvare vite (..) a chi glielo permette. Oggi l’arte accetta di sottostare a questa cosa di internet, al fatto di avere pochi fondi, perché chi fa arte sa che domani ci salverà (…) Noi artisti abbiamo un dovere, far capire che siamo essenziali. È una lotta senza fine, e non la vinceremo mai ed è questo che mi sprona a farlo perché non voglio vincere, voglio smuovere le persone” –  Simone Savogin

C’è una luce dietro ai tuoi occhi, che cosa c‘è dietro?
“Credo che sia felicità. Penso di essere una persona molto felice. Cos’è la felicità: la felicità è poter dare frutto, poter dare poter esprimere qualcosa della tua più intima essenza. E io faccio un mestiere bellissimo: scrivo monologhi che mi permettono di parlare dei miei pensieri delle mie emozioni, faccio un lavoro per cui devo essere me stesso”  – Roberto Mercadini

Elena